Introduzione alla cavalleria

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Introduzione alla cavalleria

Il romanzo della cavalleria affascina tantissima gente.
Coraggiosi cavalieri armati si scontrano in un turbine di splendore araldico;
belle ed eloquenti damigelle concedono le loro maniche ricamate e accordano favori;
scudieri che saettano di qua e di la con armature leggere, e aiutano i loro cavalieri come possono …
Lo spettacolo dei colori e dei tornei medioevali ci conducono nel cuore delle tradizioni occidentali.

La definizione di cavaliere si è modificata nel corso dei secoli, trasformandosi da rude guerriero, e via via crescendo con la societa’ fino a diventare ufficiale e gentiluomo, e piu’ recentemente assumendo l’idea originale di cercatore di virtù e difensore dei deboli.

Possiamo dire che non c’e’ mai stato un perfetto cavaliere. La cavalleria è per definizione una carica che tende verso un ideale distante. I cavalieri, sempre per definizione, sono destinati a fallire poiche’ essi sono esseri umani, ma in questa affannosa ricerca verso la virtu’, essi si elevano da un punto di vista spirituale e rafforzano il loro onore. E’ uno sforzo verso l’eccellenza anche se sappiamo che la perfezione non è alla nostra portata, ma cio’ non deve permette di fermare la nostra ricerca.

Questa forma di “giusto”, non è concepita solo nella mente di ognuno, è piuttosto un ideale comune di giustizia che risuona nel petto di ogni uomo, in ogni battito del suo cuore. E’ una giustizia che noi, in quanto umani, riconosciamo istintivamente, è “forgiata” in ognuno di noi.
Cio’ spiega almeno parzialmente perche’ l’ideale della cavalleria continua a suscitare interesse dopo tutto questo tempo.

Storicamente, i cavalieri erano dei difensori. Originariamente le loro virtu’ erano quelle dei guerrieri : prodezza, forza, coraggio, lealta’. Queste sono le virtu’ del puro soldato, la macchina da guerra che usava la sua forza a fin di bene contribuendo per la societa’. Quando la societa’ si stabili’ dagli anni oscuri della guerra, la cavalleria trasse giovamento dal nuovo clima di stabilita’ e tranqulillita’, e subi’ una trasformazione. Le dame e l’ecclesiastico influenzarono maggiormente questo cambiamento.

La chiesa confidava che i cavalieri dovessero diventare “cavalieri di Cristo”, usando la loro forza considerevole per difendere la fede e gli ideali della chiesa. Molti cavalieri si schierarono con la chiesa e cio’ contribui’ a sviluppare virtu’ come la fede, la temperanza e l’umiltà. Tre virtu’ che costituirono il fulcro per cio’ che era destinato a divenire il cavaliere.

Le dame e le esigenze della corte contribuirono anche a delineare il quadro di cavaliere che si stava profilando. Esse domandavano che il cavaliere agisse con la forza in una mano, e con cortesia e rispetto nell’altra. Un cavaliere dovrebbe rispettare le dame, egli dovrebbe difenderla nei momenti di bisogno, evitando la forza magnetica della seduzione. L’amore ha una forte influenza sul cavaliere, è una forza potenziante che puo’ muovere il cavaliere verso l’eccellenza oltre i propri limiti. L’amore fu cosi’ introdotto tra gli elementi della cavalleria, dal momento che è una motivazione che spinge a nobilitarsi.

Poiche’ era un nobiluomo e dispensatore di giustizia, il cavaliere fu anche richiesto per amministrare la giustizia, difendere il giusto e gestire i suoi patrimoni con generosita’, mostrando che la generosità contrasta l’avarizia e percio’ aiutava il cavaliere a nobilitarsi.
Queste qualita’ sono certamente ideali. L’aspettazione di una “condotta cavalleresca” è innegabilmente cambiata durante la storia della cavalleria; questi elementi di virtù hanno sopportato la prova del tempo mantenendo la loro purezza, cambiando solo nel modo in cui le interpretiamo di epoca in epoca.

I giorni dei cavalieri armati d’acciaio sono ormai finiti. Sebbene alcuni veri cavalieri cercano ancora di rafforzare il proprio personaggio e le proprie armi con le pratiche marziali, oggi il cavaliere deve piuttosto confidare sull’armatura della sua anima per difendere se stesso, cercando, con le sue azioni, di nobilitarsi allo stesso modo dei suoi antenati.

I cavalieri di oggi affrontano una battaglia in modo non diverso dalla loro controparte storica. Essi ricercano il giusto, il giusto piu’ nobile che noi tutti riconosciamo. Essi cercano di guadagnare onore con le proprie azioni e difendendo cio’ in cui credono con gli atti e con le parole.
Oggi ci sono molte strade che conducono alla cavalleria. Potete appartenere ad un certo ordine di cavalleria; potete praticare arti marziali o tornei; potete voi stessi ricercare queste virtu’ nel vostro “errare”. Ma questi sono tutti fattori esterni, e non valgono molto se la scintilla della cavalleria non brucia in voi. Cercate questa fiamma in ognuno di voi, e dopo che l’avrete trovata usate qualunque cosa sia necessaria per alimentarla e farla diventare un grande fuoco della vostra passione — e forse, sforzandovi di ricercare, incontrerete piu’ successo di quanto ne avete mai immaginato.

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