GDR e la saga di Re Artú

Nella societa’ odierna, nella quale la scienza e la tecnologia sembrano aver risolto ogni problema, il mondo di Re Artu’ non è affatto tramontato; ha solo trovato strumenti diversi per parlare ancora alla nostra fantasia.
Da una ventina d’anni a questa parte, in America è andato affermandosi un nuovo genere di letteratura di massa, letta cioe’ da milioni di persone, chiamata “fantasy”.
Si tratta di romanzi e racconti che si svolgono in eta’ imprecisate, comunque ispirati al medioevo e nei quali agiscono creature fantastiche, ereditate per lo piu’ dalle antiche leggende celtiche e dalle fiabe : elfi, gnomi, draghi, fate, cavalieri e cosi’ via.
Questo genere di narrativa si ispira molto spesso al ciclo bretone ed alle leggende della Tavola Rotonda, enfatizzando nello svolgimento dell’azione e dell’intreccio, quell’elemento magico che abbiamo visto esserne una delle caratteristiche. Si infittiscono percio’ i prodigi e l’intervento di creature mostruose, benefiche o malefiche, per rendere piu’ difficoltosa la realizzazione dell’impresa del cavaliere o dei suoi aiutanti.
L’iniziatore del genere “fantasy” è lo scrittore e docente universitario, Jhon Tolkien, che fra il 1954 e il 1955 pubblico’ la sua opera piu’ famosa “Il signore degli anelli”, un insieme di tre distinti romanzi che si ispirano ad un lontanissimo medioevo fantastico.
Questa trilogia ebbe un grandissimo successo ed apri’ la strada ad un tipo di narrativa di grande fascino per un pubblico sia adulto che giovanile.
Piacevolissimi e ben costruiti sono poi i quattro romanzi di Mary Stewart (La grotta di cristallo – La grotta nelle montagne – L’ultimo incantesimo – Il giorno fatale) nei quali viene ripercossa, con le caratteristiche che sono state esposte prima, la vicenda arturiana, che si snoda per tre generazioni, da Uther Pendragon, ad Artu’ e a Mordred, il figlio traditore. Ariprova di quanto, nel mondo contemporaneo, siano ancora affascinanti il mito e la leggenda dei cavalieri della Tavola Rotonda e del loro re.
Da questo genere di narrativa, circa una quindicina di anni fa, ha preso l’avvio una serie di giochi particolari, detti “giochi di ruolo”.
Essi consistono in un un gioco di societa’, durante il quale un direttore di gioco, chiamato in genere master, guida i vari partecipanti nelle interpretazioni di ruoli di fantasia, come in un film, seguendo una serie di regole fissate in un manuale, regole che consentono di simulare azioni di ogni genere.
Il gioco di ruolo, oltre a stimolare la fantasia, favorire la collaborazione e l’assunzione di valori positivi, è anche un hobby completo.
La letteratura “fantasy” ed i giochi di ruolo sono quindi le forme nelle quali, oggi, possono materializzarsi la leggenda arturiana ed il mondo dei cavalieri, senza alterare nulla del nostro mondo quotidiano, ma, al contrario, arricchendolo delle mille magiche avventure di sempre.

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